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venerdì 24 settembre 2010

FdS e Pd a confronto. Prove di dialogo al via

La difesa della Costituzione ha fatto da elemento portante della discussione mercoledì alla festa nazionale della FdS. Claudio Sardo de “Il Messaggero” ha moderato l’incontro fra il segretario del Pd Pierluigi Bersani e il portavoce della Federazione Cesare Salvi. Una Costituzione a cui si è richiamato sin dalle prime battute Bersani, strappando applausi quando l’ha definita, nonostante le accuse di conservatorismo che giungono dal suo stesso partito, «la più bella del mondo». Bella tanto da essere ancora ”avanti” e – come ricordato da Salvi – «da risultare spesso inapplicata». L’incontro si è svolto alla vigilia della direzione del Pd. Salvi non è entrato nel merito nelle vicende interne dei democratici ma ha espresso apprezzamenti per la mutazione emersa con la segreteria Bersani. L’attenzione alle questioni sociali e il tramonto della logica dell’autosufficienza sono necessari per costruire relazioni. Bersani ha rivendicato una rotta semplice e chiara che definisce una alleanza programmatica e di Governo, con precise garanzie politiche da proporre alle forze più vicine. Accanto a questa si propone una interlocuzione su temi fondamentali, aperta anche a chi, marca una propria alternatività. Bersani vede il Pd come il soggetto che si assume le responsabilità, ma gli interlocutori hanno cercato di ragionare a tutto campo avendo punti di convergenza, elementi di forte distanza e ambiti di confronto da sviluppare. Il clima fra i due, reso confidenziale dalla provenienza dal medesimo partito, ha giovato ad un dibattito brioso, a tratti frizzante, in cui si marcavano  elementi di autonomia e volontà di dialogo concreto. Parlando di riforma elettorale i due esponenti convenivano su una forte critica al sistema vigente. Salvi ha ripercorso il fallimento dei 16 anni di maggioritario, si è augurato un ritorno ad un sistema proporzionale con soglia di sbarramento, e ha notato come anche l’infatuazione verso questo modello sia in forte calo. «Non c’è stata reale democrazia diretta, non c’è stata stabilità dei governi, è aumentato il numero dei partiti, si è ad un punto per cui il partito che prende più voti, ha la maggioranza assoluta dei parlamentari e determina tutte le scelte in maniera autoritaria con una torsione presidenzialista e plebiscitaria». Bersani pur continuando a prefigurare un sistema maggioritario secondo cui chi va a votare deve poter decidere di sostenere una coalizione di governo, considera necessaria una riforma. «Non è una questione tecnica ma politica – ha affermato – non sogno di tornare alla prima repubblica ma non mi impicco al tipo di modello da elaborare. Non so se si potrà fare con questo governo – teoricamente ci sarebbero i numeri ma la crisi politica fa pensare che sia impossibile – sarà necessario un governo di transizione che riscriva le regole. Una cosa che nel Paese non può più essere accettata è che la scelta degli eletti sia demandata al leader. Stiamo poi attenti a parlare di crisi del bipolarismo, noi per decenni abbiamo vissuto col muro in casa, da noi sono nate le contrapposizioni fra guelfi e ghibellini». Si è poi discusso di temi sociali ed economici e per dar conto di differenze e assonanze. Sia Salvi che Bersani reputano necessari gli investimenti sulla ricerca e sull’università, condividono l’idea che una competitività internazionale non si possa ottenere comprimendo diritti e abbassando i costi del lavoro, è simile anche la critica ad una politica fiscale equa. Si è ricordato che Profumo ha avuto come liquidazione dopo le dimissioni da Unicredit di 40 milioni di euro, che lo stipendio di Marchionne è di 5 milioni, che la crisi ha fatto arricchire chi già ricco era e, contemporaneamente, ha portato al calo dei consumi. Allo stesso modo si è convenuto sull’intangibilità della gestione pubblica di settori come la scuola, la formazione, la sanità e la sicurezza. Dopo di che alcune risposte sostanziali hanno marcato la salutare differenza che di deve essere fra una Sinistra e un ipotesi di riformismo moderato. Per Salvi la pubblicizzazione di banche e dei beni comuni è anche occasione di moralizzazione e di sviluppo, la non disponibilità delle grandi aziende a investire, anzi la tendenza a “raschiare il fondo” anche durante la crisi spartendosi i dividendi come accade in Fiat, va combattuta. E non casualmente ha provato a definire le ragioni di un socialismo del XXI secolo. Bersani considera alcune liberalizzazioni “di sinistra” perché hanno portato aziende italiane a entrare nei mercati internazionali. Il segretario del Pd continua a proporre un mercato soggetto a regole per cui il Marchionne di turno non può fare come gli pare di fronte alla sentenza di reintegro dei lavoratori Fiat, per cui lo Stato possa non avere il monopolio ma intervenire. Del resto, per entrambi il problema Fiat è nella qualità dei prodotti che non trovano mercato, non sono certo 3 operai a creare la crisi e l’esempio tedesco a cui Marchionne si richiama spesso, prevede uno Stato e un capitalismo ben diversi. Salvi ha direttamente chiesto che si accelerino le interlocuzioni per definire i punti di accordo e gli impegni che Federazione e Pd possono assumere già da ora, richiamandosi alle parole di Berlinguer  rispetto alla “questione morale” come questione politica. Bersani si è dichiarato disponibile – tenendo conto che il cronometro della crisi politica è in mano a Berlusconi- e ha invitato la Federazione a collaborare ad un Osservatorio che dovrà segnalare tutta la legislazione prodotta dal governo Berlusconi e che ha favorito il dilagare della corruzione e del clientelismo. Leggi che andranno quando questa maggioranza – Berlusconi, Bossi, Cuffaro- andrà a casa, cancellate. Insomma un confronto positivo in cui su alcune questioni, vedi referendum sull’acqua pubblica, le primarie, o la nuova maggioranza di governo in Sicilia, il segretario del Pd è stato evasivo, dove si è ragionato però poco di formule politiciste e molto di contenuti, da cui è emerso il rispetto per la reciproca autonomia. La critica condivisa, anche se con approcci diversi all’esperienza dell’Unione, sembra aver trovato soluzioni praticabili che potrebbero ridare fiato ad una idea diversa e più alta della politica. L’attenzione dimostrata dalle quasi 500 persone che hanno assistito al dibattito, la volontà di capire e di non abbandonarsi a semplificazioni  ha rappresentato un segnale su cui vale la pena riflettere. 

giovedì 2 settembre 2010

A Roma 25 giorni di Festa “in direzione ostinata e contraria”

di Stefano Galieni su Liberazione del 1 settembre 2010

Per chi “viaggia in direzione ostinata e contraria”, prendendo a prestito un verso della splendida canzone di Fabrizio De Andrè – Smisurata preghiera – tratta da una poesia di Alvaro Mutis, l’appuntamento è a partire dal 2 settembre a Roma, nel quartiere S. Lorenzo, nei pressi di P.zzale del Verano. Il verso della canzone è stato scelto come titolo della prima festa nazionale della Federazione della Sinistra, che si protrarrà per 25 lunghi giorni e il cui programma è stato presentato ieri presso la sede di rappresentanza della Regione Lazio in Via poli 29, da Cesare Salvi (Portavoce nazionale della Fds), Fabio Nobile, portavoce romano e responsabile della festa, Alfio Nicotra, responsabile politico della Federazione Romana del Prc e Gianluca Schiavon, che ha seguito l’organizzazione dell’evento sempre per il Prc. Il calendario che è stato presentato è intensissimo e giunge nei tempi e nei modi al centro della stagione politica che si prepara, delle problematiche sociali ed economiche e vedrà presenti quasi tutti i protagonisti dello scenario politico, i dirigenti delle forze sindacali e non e di movimento. Fabio Nobile nel presentare gli aspetti generali della festa ha voluto rimarcare due aspetti importanti: la gestione collettiva e militante di questa maratona, che sancisce nel lavorare i percorsi di costruzione della Federazione della Sinistra, e il carattere provocatoriamente costruttivo del titolo. La scelta di avere tutta la molteplicità degli interlocutori nel campo della sinistra e del centro sinistra, non solo nazionale rende possibile una kermesse di sicuro impatto politico. Ma ci sarà spazio anche per la musica, presenti gruppi noti ed emergenti del panorama musicale spaziando per ogni genere musicale, e per momenti di socialità utili a ricostruire un tessuto comune di convivenza. L’elenco delle personalità che certamente saranno presenti nella costruzione di percorsi di dialogo su contenuti precisi è lungo: dal segretario del Pd Pier Luigi Bersani, che sarà presente il 22 settembre a Oscar La Fontaine, per la Linke che interverrà il 24 e poi Angelo Bonelli, Sergio Chiamparino, Giuseppe chiarante, Luigi de Magistris , Michele Emiliano, Claudio Fava, Claudio Martini, Livia Turco e Nicola Zingaretti, come dirigenti politici, Bianca Berlinguer, Furio Colombo, Concita de Gregorio, Norma Rangeri, Roberto Natale fra gli operatori dell’informazione, Guglielmo Epifani, Maurizio Landini, Giorgio Cremaschi, intellettuali come Antonio Gramsci Jr, Stefano Rodotà, Massimo Rendina, Rossana Praitano, tanto per fare alcuni nomi, poi miriadi di rappresentanti di associazioni e forze strutturate e informali, che agiscono su tematiche specifiche e ovviamente  le compagne e i compagni che dirigono le forze su cui si basa ora la Federazione. Cesare Salvi, ha centrato il suo intervento intersecando la stagione politica che si prospetta, con le sue ricadute politiche e sociali, con la festa, rimarcando come l’appuntamento della Federazione sia un momento di confronto funzionale all’unità della sinistra:«Le recenti dichiarazioni del segretario del Pd danno atto del fatto che si apre una stagione in cui ci sarà chi potrà contribuire a costruire un nuovo “Ulivo” e chi a realizzare un campo della sinistra, senza che questi progetti distinti siano in contrapposizione ma possano, con ruoli diversi, contribuire a sconfiggere le destre». Salvi si è anche soffermato sul proficuo dibattito che si è innescato attorno alla legge elettorale considerando quella in vigore la peggiore del mondo e su quelli che possono essere gli scenari immediati: sociali, con la crescita della disoccupazione e delle casse integrazioni straordinarie, e politici, con il rischio di avventurismi della destra estremamente pericolosi. Da ultimo è intervenuto Gianluca Schiavon per puntualizzare alcuni elementi. Intanto la straordinaria stagione estiva che ha portato le forze della federazione a realizzare oltre  250 feste in tutto il territorio nazionale o quasi, segno di vitalità e di voglia di partecipazione politica. La sinistra di alternativa, in questo momento soprattutto la federazione è l’unica forza in Europa che nonostante sia esclusa dai parlamenti riesce a mobilitare i propri attivisti per quasi un mese restituendo alla politica quell’idea di servizio, del fare che sembrava condannata alla sparizione. Ha anche  invitato i presenti a notare come nel preparare la festa sia voluto dare importanza a numerose questioni ma si sia scelto di dare risalto alle questioni di genere troppo spesso sinora non sufficientemente considerate. E per concludere la musica, limitandosi a segnalare le presenze più conosciute: Assalti Frontali, Villa Ada Posse, One Love S. System, il gruppo rom di Alexian Santino Spinelli (Alex ta la Chave) e numerose esperienze jazz, soprattutto al femminile. Appuntamento alla festa allora.

mercoledì 18 agosto 2010

Roma, 2-26 settembre: prima festa della Federazione della Sinistra

Tra gli ospiti Bersani, Lafontaine, Epifani

La prima Festa nazionale della Federazione della Sinistra si terrà a Roma (San Lorenzo) dal 2 al 26 settembre: un appuntamento politicamente rilevante, sia perché è la prima iniziativa della Federazione (fondata da Prc, Pdci, Socialismo2000, Lavoro e solidarietà e aperta a tutta la sinistra italiana, comunista e socialista, ambientalista e femminista, movimentista e associativa) nella nuova e infuocata stagione politica, sia per l’attenzione dimostrata dai tanti interlocutori della scena politica e sindacale italiana che hanno accolto l’invito al confronto con Cesare Salvi, Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto, Gian Paolo Patta e gli altri dirigenti della Federazione.

Tra i numerosi ospiti che hanno già confermato la loro presenza ai dibattiti: Pier Luigi Bersani, Bianca Berlinguer, Angelo Bonelli, Sergio Chiamparino, Giuseppe Chiarante, Giorgio Cremaschi, Furio Colombo, Concita De Gregorio, Luigi De Magistris, Michele Emiliano, Guglielmo Epifani, Claudio Fava, Antonio Gramsci jr, Ferdinando Imposimato, Oscar Lafontaine, Maurizio Landini, Claudio Martini, Citto Maselli, Roberto Natale, Leoluca Orlando, Rossana Praitano, Norma Rangeri, Massimo Rendina, Stefano Rodotà, Livia Turco, Nicola Zingaretti.

La Festa sarà occasione per affrontare i temi dell’attualità politica, sindacale e sociale, attraverso una serie di incontri dedicati al confronto tra le opposizioni del centrosinistra, alla crisi politica e economica, ai problemi del lavoro, alla questione femminile, alla libertà di stampa, all’immigrazione, alle carceri, ma anche ai problemi di Roma e del Lazio.

Dopo i dibattiti e le presentazioni di libri (in un’area dedicata), e dopo le soste ai ristoranti e ai punti ristoro tradizionali, le serate della Festa saranno concluse da spettacoli, film e musica di qualità.





domenica 8 agosto 2010

Primo Congresso della Federazione della Sinistra – Documento Politico

Approvato dal Consiglio Politico Nazionale il 28 luglio 2010
Documento politico per il Congresso della  Federazione della Sinistra
(versione scaricabile pdf)

Indice

I.

1.    IL SOCIALISMO DEL XXI SECOLO
2.    LE CAUSE DELLA CRISI E LA NECESSITA’ DEL SUPERAMENTO CAPITALISTICO
3.    CHI SIAMO E PERCHE’ CI UNIAMO
4.    LA FEDERAZIONE E I SOGGETTI CHE VI PARTECIPANO

II.

5.    DIFENDERE E ATTUARE LA COSTITUZIONE, RINNOVARE LA DEMOCRAZIA ITALIANA
6.    CENTRALITA’ DEL LAVORO
7.    LA QUESTIONE DI GENERE
8.    BENI COMUNI, AMBIENTE, SOVRANITA’ ALIMENTARE
9.    IL DIRITTO AL SAPERE. LA CULTURA PATRIMONIO UNIVERSALE
10.    DIRITTI CIVILI E LAICITA’ DELLO STATO
11.    PER LA PACE, PER IL DISARMO
12.    UNA COSTITUENTE PER L’EUROPA DEMOCRATICA

III.

13.    IL CASO ITALIANO: UNA DESTRA EVERSIVA
14.    IL CASO ITALIANO: LA CRISI DELLA SINISTRA
15.    AUTONOMIA DELLA SINISTRA E UNITA’ DEMOCRATICA

IV.
16.    LA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA E I GIOVANI: PER UNA SINISTRA CON LO SGUARDO RIVOLTO AL FUTURO


clicca QUI per leggere l'intero documento

martedì 8 giugno 2010

MARX XXI: Treviso 25 Giugno 2010

MARX XXI Associazione Politico Culturale
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Venerdì 25 Giugno, ore 20.30
Sala del Centro Sociale Aldo Moro
- Piazza Fabris - Carbonera di Treviso

Unità dei comunisti
LE POLITICHE LIBERISTE DELL'UNIONE EUROPEA E IL RUOLO DEI COMUNISTI IN ITALIA E IN EUROPA

Introduce: Renata Moro (MarX XXI Treviso)

Coordina: Marina Alfier (Comitato politico regionale Veneto PRC)

Iintervengono:
Andrea Catone - Direttore de l'ernesto
Francesco Francescaglia - Resp.le Naz.le Dip.Esteri PdCI
Fosco Giannini - Direzione Nazionale PRC

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MARX XXI Associazione Politico Culturale



domenica 9 maggio 2010

GRECIA - DILIBERTO: "SOLIDARIETA' A LAVORATORI GRECI"

"Orrore e preoccupazione alle notizie che arrivano dalla Grecia. La repressione contro la protesta popolare sta facendo esplodere una violenza diffusa con possibili, drammatici, risvolti.

La gente comincia a morire. Alla base c’è una scellerata politica economica internazionale al soldo di speculatori che fanno affari sulla pelle dei lavoratori. Come definire le ondate speculative di chi da settimane scommette sulla crisi e sui ribassi in Borsa? Come definire quegli Stati europei che piangono e si lamentano perché costretti a fare credito alla Grecia e che su questi crediti mettono interessi che sono più del doppio di quelli emessi nei loro Paesi? I rischi di questa fase sono enormi e le ripercussioni possono riversarsi in Italia. Occorre rimettere in campo un movimento di protesta e proposta. Per questo lancio un appello alle forze di sinistra e democratiche. Scendiamo in piazza in solidarietà con i lavoratori greci, oggi brutalmente colpiti nei loro diritti, perché se le cose non cambiano quel momento arriverà anche per gli altri lavoratori europei. Non possiamo aspettare altro tempo. Uniamoci alle proteste dei lavoratori greci". E' quanto afferma Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI.



sabato 23 gennaio 2010

Oggi ho sfidato la Casta Padana. Ed ho perso.

Oggi ho sfidato la Casta Padana. Ed ho perso.

di Nicola Atalmi


Come ho spiegato qui da tempo propongo un taglio ai costi della politica.

Niente di draconiano né populistico.

Chiedevo solo che gli stipendi dei consiglieri regionali (dagli 8 ai 9 mila euro al mese) venissero ridotti sganciandoli dagli stipendi (e dagli aumenti) dei parlamentari.

Chiedevo insomma che il veneto fosse autonomo almeno nei costi della politica.


Per questo avevo preparato una semplice leggina, che però giaceva dormiente in Commissione.

L’ho trasformata quindi in un emendamento alla Finanziaria regionale in discussione per obbligare l’aula comunque a votarla.

E’ successo oggi.

Come sapevo i colleghi erano piuttosto seccati. In modo bipartisan. Ho avuto critiche private (dai leghisti) e pubbliche (dal Pd), ma ho tirato dritto ed il mio emendamento è arrivato in discussione intorno alle 17.

Ho preso la parola ed in soli 5 minuti, nel silenzioso imbarazzo generale, ho spiegato che, forse, un segnale di responsabilità lo si doveva dare a fronte della drammatica crisi economica che vivono molte famiglie e del clima pesante di sfiducia verso la politica che alcuni sprechi e privilegi ingenerano da tempo tra la gente.

Ho anche sottolineato come i pur alti stipendi dei consiglieri non giustificavano certo le faraoniche spese che certi consiglieri regionali stanno già per sostenere per essere rieletti e che questo ci parlava di costi della politica non sempre trasparenti e democratici.

Mentre parlavo sul terminale luminoso comparivano i nomi di quasi tutti i capigruppo che si prenotavano per intervenire in merito.

Finisco il mio intervento.

Mi siedo.

Improvvisamente tutti i colleghi prenotati si cancellano.

il Presidente, chiede se qualcuno vuole intervenire. Silenzio.

Dichiara aperto il voto.

Il tabellone luminoso si colora di rosso (voti contrari) in tutto il centrodestra, Lega Pdl e Udc.

Nel centrosinistra qualche verde (favorevole) e qualche bianco (gli astenuti).

Il Presidente comunica che il mio emendamento è bocciato e, con frettoloso imbarazzo, passa all’emendamento successivo.

Casta Padana 1 Atalmi 0

domenica 3 gennaio 2010

PRC-PDCI-SEL - Il consigliere Atalmi: avanti con il confronto, e al Pd proponiamo una candidatura comune, Laura Puppato

PRC-PDCI-SEL - Il consigliere Atalmi: avanti con il confronto, e al Pd proponiamo una candidatura comune, Laura Puppato

Regionali, una sola lista a sinistra: in Veneto si può fare
Teme «gli alieni» del Partito democratico. E lavora ad un'aggregazione di sinistra. Nicola Atalmi, consigliere regionale in Veneto dei Comunisti Italiani, aspetta la mano decisiva nella scelta del candidato da opporre al leghista Luca Zaia: «Dopo l'Epifania, è fissato un incontro con Sinistra e libertà. Il 10 scade l'ultimatum all'Udc che nemmeno risponderà, visto che De Poli ha deciso di correre in solitudine. L'11 è convocato il summit del Pd e finalmente dopo si potrà vagliare la rosa degli aspiranti presidenti della regione» anticipa.

Al di là dell'agenda dei vertici, qual è la partita già in corso da settimane?
Insieme a Felice Casson mi sono già espresso a favore di Laura Puppato. Donna, giovane, sindaco di Montebelluna, ambientalista. Alle Europee ha raccolto oltre 50 mila preferenze in ogni provincia. Insomma, ha tutte le carte in regola per guidare il centrosinistra. Però all'Italia dei Valori piace tanto l'ex rettore dell'Università di Padova, Vincenzo Milanesi: roba da matti. E poi c'è il Pd che, zitto zitto, pensa alla segretaria della Cisl Franca Porto e perfino a «soluzioni interne» tipo Zanonato, Gallo o Frigo.

Cosa ci sarebbe di male?
Ragionano come gli alieni. Un anno fa c'era chi esultava per il cambio epocale di una presidenza leghista annunciata dopo 15 anni di Galan. Significa accreditare al centrodestra il ruolo di maggioranza e opposizione. Adesso autorevoli dirigenti si preoccupano solo che Rutelli e l'Udc possano spolpare consensi al Pd. E sono terrorizzati da Puppato e dall'idea delle primarie. Peccato che con la favola del voto moderato da inseguire, negli ultimi dieci anni sotto l'ombra dell'Ulivo non sia cresciuto un vero leader in regione. Prima Cacciari e poi Carraro si sono dimessi quasi subito.

Un ex rettore darebbe maggiori garanzie da questo punto di vista?
Niente di personale con Milanesi, però è pura follia politica pensare ad un candidato simile da opporre a Zaia. Nel Veneto della crisi economica, delle tute blu senza lavoro, degli ex operai diventati padroncini stritolati dalle banche il centrosinistra si affida ad un barone universitario? No, grazie. Basta con i salotti, le università, le invenzioni alla Calearo. L'ho detto al tavolo del centrosinistra e non ho avuto difficoltà a spiegarlo al diretto interessato, che piacerebbe tanto ai dipietristi. E non solo a loro. 

A sinistra, non è che ci sia da stare tanto allegri dopo la doppia catastrofe di politiche ed europee, no?
Lezioni da non dimenticare, la neonata Federazione della sinistra ha bisogno di un gesto intelligente che può produrre nelle urne un risultato. Ne ho già parlato con Zan di Sinistra e libertà. Ci rivedremo presto per discuterne con tutti i soggetti interessati. In Veneto a sinistra del Pd non possiamo coltivare orticelli sempre più minoritari.

E i Verdi? Bettin si candida come sindaco di Venezia...
Gianfranco fa sul serio. La sua è una sfida vera. Alle primarie per Ca' Farsetti, fissate il 24 gennaio, avrà tutto il sostegno che merita. I Verdi in Veneto sono sempre stati un po' anomali. Immagino che vogliano preservare il patrimonio del loro simbolo. Altrimenti, sarebbe un suicidio.

In conclusione?
Da vent'anni sento sbeffeggiare la Lega che intanto vinceva con Gentilini a Treviso e ora stravince con Tosi a Verona. Menre Galan governava a modo suo la sanità pubblica. C'è un altro Veneto che non si riconosce in Berlusconi o nella serenissima padania. Puppato è la candidata giusta anche per la sinistra che vuole costruire un'alternativa.

Ma in Italia non sarebbe reato il procurato allarme?!

da:  comunistimogliano.wordpress.com


Arriva oggi la notizie che 35.000 italiani si sono vaccinati contro il famigerato virus AH1N1 detto anche (giusto per poter dichiarare l’emergenza in un altro settore dopo i polli) “influenza suina”. Peccato che l’Italia abbia acquistato qualche (decina di?) milioni di dosi di vaccino. Tra l’altro vaccini sconsigliati in quanto poco testati (la gatta frettolosa fa i gattini ciechi!) e dunque a rischio come ha dimostrato il recente caso canadese.

Che sfiga avere poca memoria: mi par di ricordare che nel Circolo si commentava sulle “solite campagne terroristiche delle multinazionali del farmaco” per fare i miliardi a spese della popolazione. Purtrppo il sito non c’era ancora per documentare stabilmente quanto detto… Ma comunque chi ci avrebbe fatto caso ai soliti “untori comunisti”?!

Poca memoria, unita ad un po’ di buona volontà di fare ricerche, ci spingono a trovare 66 articoli de La Tribuna di Treviso con la parola chiave “h1n1 veneto”; svariati ne Il Gazzettino (dove la ricerca pare funzionare piuttosto male: non ci crede nessuno che di H1N1 ci siano solo 7 occorrenze!!!!) e non prosguiamo.

Ma la nostra memoria è labile purtroppo, per cui non potremmo giurare che siano arrivai da subito in Regione Veneto 36.000 vaccini per il primissimo intervento (vedi QUI), e poi 240.000 in tutta la Marca (vediQUI). Ma la RegioneVeneto si è mostrata sensibile e ponta all’emergenza (vedi QUI) predisponendo ben1.380.000 (unmilionetrecentotanamila!) dosi come “dotazione iniziale“!!!

Anzi: la sensibilità (agli allarmi delle multinazionali del farmaco) dei nostri amministratori si è spinta oltre: “Per il Veneto sono state richieste 4 milioni di dosi. In provincia di Treviso dovrebbero arrivare circa 750 mila vaccini (su una popolazione di 800 mila abitanti). Gli esperti inoltre prevedono che a vaccinarsi saranno fra il 50 e il 70% degli appartenenti alle categorie a rischio (questo dipenderà anche dagli andamenti dell’epidemia). Peraltro il quantitativo di dosi richiesti era stato stimato in base all’ipotesi che la vaccinazione dovesse richiedere 2 dosi (una sarebbe dovuta essere di richiamo). Ma secondo le ultime ricerche non è ancora escluso che ne possa bastare una sola” (non ci credete? Vedete QUI!).

Eh già, perchè “Nel corso della riunione l’Unità di Crisi, composta dall’assessore alla sanità Sandro Sandri, da tecnici regionali della Sanità e della Protezione Civile, e ieri allargata a rappresentanti dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di Libera scelta, ha affrontato altri aspetti connessi all’H1N1, concentrandosi sulperiodo nel quale ci si attende un picco, ovvero tra metà dicembre e metà gennaio” (giusto perchè non pensiate che esageriamo noi verificate QUI).

Addirittura Adecco (quando si tratta di sfruttare ogni scusa è buona!) ha previsto la crisi al punto che “Secondo le stime, a dicembre serviranno circa 1.500 lavoratori interinali nel Veneto per sostituire i “titolari” che andranno in malattia. Unindustria Treviso, intanto, è in contatto con le unità sanitarie della provincia” (giuro eh: verificate QUI!).

Insomma: quando dicevamo che si trattava di propoganda eravamo i “soliti disfattisti“, adesso che scopriamo che la prima tornata di vaccini in Veneto sarebbe stata più che sufficiente per vaccinare tutti gli italiani che lo hanno rischiesto (e che i morti sono stati mooooooolti meno di quelli provocati dalle normali influenze stagionali, e molti meno di quelli che si registrano sul lavoro in un semestre!!) come la mettiamo?!

Sbagliamo noi ignoranti in materia legale o in Italia esiste un reato che si chiama “Procurato allarme“?! E ci chiediamo: esiste una qualche forma di sanzione che punisca chi spinge ad un utilizzo smodato di risorse pubbliche per fronteggiare una emergenza che non c’è allo scopo di arricchirsi e di arricchire i propri protetti?!

Bhe: se esistono sarebbe ora che qualche giudice iniziasse a valutare se siano applicabili al caso in questione!

venerdì 1 gennaio 2010

Intitolare una via di Milano a Craxi? Infame e pure "diseducativo"



(ANSA) - ROMA, 29 DIC - 'Intitolare un'area di Milano a Bettino Craxi e' un grave errore' e sarebbe 'diseducativo per i giovani', dice Flavio Arzarello, coordinatore nazionale della Fgci, l'organizzazione giovanile del Pdci-Federazione della Sinistra.

Craxi, prosegue il dirigente del Pdci , 'e' stato infatti il primo ad aver introdotto nella politica italiana gli elementi degenerativi di cui oggi viviamo tutte le conseguenze. La stagione della Milano da bere, della cultura dell'apparire, e' la premessa dello scivolamento culturale che il nostro Paese sta vivendo da più di vent'anni. Inoltre, a fronte del clima di diffidenza nei confronti della politica, come si puo' celebrare un personaggio che e' scappato in un altro Paese per non farsi giudicare dalla magistratura italiana? Questa scelta, in particolare tra i giovani, portera' ulteriore sfiducia nelle istituzioni'.
'Noi - conclude Arzarello - a Craxi continuiamo a preferire Enrico Berlinguer, e riteniamo appunto che la questione morale sia, oggi piu' che mai, importante e pedagogica'.

giovedì 17 dicembre 2009

FEDERAZIONE DELLA SINISTRA: AL VIA UNA CAMPAGNA REFERENDARIA SU LEGGE 30, NUCLEARE, ACQUA.

FEDERAZIONE DELLA SINISTRA: AL VIA UNA CAMPAGNA REFERENDARIA SU LEGGE 30, NUCLEARE, ACQUA. OGGI IL PRIMO CONSIGLIO NAZIONALE DELLA FEDERAZIONE HA ELETTO COORDINAMENTO E PORTAVOCE NAZIONALE.


Sarà una grande campagna refendaria su alcuni elementi-chiave (battaglia per la pubblicizzazione dell'acqua, richiesta di abrogazione della legge 30, no al nucleare) a dare il via, da gennaio, alle battaglie sociali della neonata Federazione della Sinistra, patto federativo che ad oggi comprende Prc-Se, Pdci, Socialismo 2000 e Lavoro e solidarietà ma che vuole aprirsi il più possibile a tutte le istanze sociali, sindacali e associative che oggi compongono l'area della sinistra alternativa del nostro Paese. 

Lotta alla precarietà, dunque, attraverso la richiesta di abolizione della legge 30 e delle leggi ad essa collegata per restituire un futuro di lavoro stabile e sicuro alle nuove generazioni, lotta al programma di re-introduzione delle centrali nucleari che vuole impiantare in diverse regioni italiane il governo Berlusconi e lotta per la difesa dell'acqua ma anche della sanità e del welfare pubblico contro i tentativi di imporre una loro gestione privatistica. Questi i punti-chiave della campagna politica e sociale della Federazione della Sinistra che, a partire da gennaio, raccoglierà le firme su questi tre fronti per dei referendum popolari.

La Federazione della Sinistra lancia anche un'appello a tutte le forze politiche e sociali presenti nel nostro Paese per unire le forze, in vista delle prossime elezioni Regionali, e per ricostruire, tramite un processo aggregativo, una sinistra d'alternativa unitaria sulla quale possano convergere i voti e le aspettative di tutta la sinistra diffusa italiana.

Queste, in sintesi, le decisioni prese oggi dal primo Consiglio nazionale della neonata Federazione della Sinistra (Prc, Pdci, Socialismo 2000 e Lavoro e solidarietà). Il Consiglio nazionale della Federazione è composto da 70 membri ed ha anche eletto un coordinamento ristretto di 7 persone (così composto: Paolo Ferrero, Claudio Grassi, Rosa Rinaldi per il Prc, Alessandro Pignatiello e Orazio Licandro per il Pdci, Cesare Salvi per Socialismo 2000 e Gianpaolo Patta per Lavoro e solidarietà) e un portavoce nazionale, che per i primi tre mesi sarà il segretario del Prc Paolo Ferrero.

lunedì 14 dicembre 2009

Oliviero Diliberto (PDCI) a polisblog: "Alleanza anche col Diavolo per cacciare Berlusconi"



Durante il No B Day della scorsa settimana si è avuta la prima apparizione pubblica della Federazione della Sinistra (nuova formazione politica che riunisce Rifondazione Comunista e Comunisti italiani), di cui Christian de Mattia ha già scritto su polisblog. Abbiamo incontrato per voi Oliviero Diliberto, segretario nazionale dei Comunisti italiani, con cui abbiamo parlato di crisi, di lavoro, di ambiente e delle possibili alleanze contro Berlusconi.

Diliberto, cosa rappresenta per la sinistra italiana questa nuova Federazione?

Innanzitutto la circostanza che per la prima volta si cerca di unirsi invece che dividersi. Si apre un percorso che può portare anche ad un ulteriore allargamento della federazione stessa. Per ora siamo, e non è poco, Rifondazione Comunista, i Comunisti italiani e due formazioni più piccole: una che fa riferimento alla sinistra della CGIL e l’altra che è Socialismo 2000, guidata da Cesare Salvi. La Federazione è la premessa indispensabile per tornare utili, nel senso che finché saremo frammentati in realtà così piccole non saremo utili. E’ la speranza di poter ricostruire, a sinistra del Partito Democratico, una formazione che conti qualche cosa.

A proposito di tornare utili, quali sono le vostre proposte per fronteggiare i problemi del lavoro in questo periodo di crisi economica?

C’è un’unica proposta, che non a caso stanno utilizzando in tutto il mondo governi sia di centrosinistra che di destra (e persino negli USA): e cioè un massiccio intervento pubblico nell’economia. Laddove c’è una crisi vera e non ci sono più né le commesse né la liquidità deve intervenire lo Stato.

Lei crede che in questo momento in Parlamento le proposte per il lavoro e per fronteggiare la crisi siano portate avanti in maniera adeguata?

No, guardi, non vengono proprio portate avanti né discusse. Non ci sono proposte. La tragedia di questa fase è che il Parlamento italiano si occupa esclusivamente dei processi di Berlusconi. E’ una roba da matti, però è proprio così.

Per quanto riguarda il PD, pensate che in questo momento non stia facendo abbastanza sul fronte del lavoro e dell’occupazione?

Intanto chi dovrebbe fare è il Governo, perché è il Governo che ha il potere di agire e ha in mano le leve e gli strumenti per farlo. Tuttavia, non c’è dubbio che il Pd sia in una situazione di stallo. Lo dico con rispetto e anche con simpatia nei confronti del Pd, ma secondo me è così. Ho letto le dichiarazioni di Bersani dei giorni scorsi in cui dice che se Berlusconi continuerà così avrà un’opposizione dura. Ma cosa deve fare di più Berlusconi per avere un’opposizione dura?!

Casini ha avanzato l’ipotesi di un fronte unico delle opposizioni, una sorta di confederazione di partiti in caso di elezioni anticipate. Cosa ne pensate?

Intanto non è un confederazione, almeno così ho capito. E’ la proposta di dare vita a una sorta di Comitato di liberazione nazionale, cosa che ci trova d’accordo. Nel senso che oggi l’emergenza democratica è talmente elevata che pur di cacciare Berlusconi uno si allea anche col diavolo. Non c’è dubbio che, però, quest non prefigura un’alleanza di Governo. Io con Casini non voglio governare, ma sono sicuro che nemmeno Casini vuole governare con me.

Una riedizione dell’Ulivo o dell’Unione potrebbe funzionare oggi

?

Guardi, dipende molto dai programmi, veramente molto. Nel 2006 con l’Unione facemmo un programma mostruoso di circa 350 pagine. E poi, una volta arrivati in Parlamento, non si è attuato nulla di quel programma. C’erano degli impegni e non sono stati assolutamente assolti. Io credo che, se mai si dovesse fare un’alleanza di Governo di tipo di centrosinistra, allora le forze della sinistra, la Federazione della sinistra, noi per intenderci, dovremmo chiedere poche cose e portarle a casa: a cominciare dalle condizioni materiali di vita dei lavoratori e in particolare dei giovani. E chiedere una cosa semplice: abolire il precariato.

In questi giorni si sta svolgendo a Copenaghen la Conferenza mondiale sul clima. I cambiamenti climatici sono un importante tema dell’agenda politica: qual è la vostra posizione in merito?

La nostra posizione è molto netta. Va riconvertita completamente l’economia mondiale (anzi andrebbe riconvertita, perché non credo che lo faranno). Si dovrebbe avere un’economia che abbia una base ambientale perché il pianeta si sta semplicemente esaurendo e le risorse e la temperatura non sono variabili indipendenti rispetto a quello che fanno gli uomini. Sono tornato recentemente dalla Cina e i cinesi hanno introdotto la “variabile ambiente” nella misurazione del prodotto interno lordo, proprio perché si rendono conto che non è un tema banale da “benpensanti che amano gli animali”. Qui c’è il destino del pianeta e il futuro di quelli che nasceranno tra vent’anni.

Ieri (l’altro ieri per chi legge, Ndr)era l’anniversario della strage di Piazza Fontana. Ancora non abbiamo avuto chiarezza su quello che è successo quel giorno e ancora sono rimasti tanti interrogativi in sospeso. Qual è la vostra posizione e in che modo volete chiedere, in qualche modo, giustizia?

Guardi sono 40 anni che chiediamo giustizia e quindi non credo che ci sia più la possibilità di averne. Però non concordo su una cosa che lei ha appena detto e cioè che non ci sono certezze. C’è una certezza: che gli apparati dello Stato non hanno lavorato per lo Stato e per le vittime, ma hanno lavorato contro lo Stato. Questa è l’unica certezza: cioè un perverso intreccio tra trame nere, fasciste e servizi segreti italiani. Francamente, essendo una strage orribile e la prima che ha inaugurato una stagione di stragi, questa è l’unica certezza ed è una tristissima certezza.


Lunedì 14 Dicembre